Arrestata per un matrimonio da sogno
Scritto da Convivia • Giovedì, 12 aprile 2012 • Categoria: Notizie sul matrimonioFinire in carcere per organizzare il matrimonio da sogno: è la fine che ha fatto una giovane americana, che per racimolare i denari necessari a mettere in piedi le nozze, ha finto di essere malata terminale, ingannando il compagno, la sua famiglia e soprattutto tantissimi sconosciuti dai quali ha ricevuto importanti donazioni.
La prima persona ad essere stata ingannata è il compagno di Jessica Vega: come in una telenovela infatti la sposa gli ha confessato (mentendo) di essere affetta da una forma di leucemia molto grave, pertanto il giovane, col quale ha già due figli, ha deciso di sposarla subito. Ma se l'inganno si fosse fermato qui, sarebbe rimasta solo una vergognosa bugia. Ma il motivo per cui invece Jessica Vega oggi si trova in carcere è
che la venticinquenne, ha ingannato anche il quotidiano della sua città e di conseguenza moltissimi suoi concittadini che lehhendo la sua storia si sono prodigati in doni e lasciti per aiutarla a curarsi! Pensate che il giornale pubblicò un falso certificato, fornito dalla ragazza, in cui si attestava il suo stato di malattia: grazie a tutto questo il 2 maggio del 2010 i due si sposano con una sfarzosa cerimonia in una location esclusiva davanti ad amici e parenti. Pagati con le offerte dei compassionevoli cittadini anche l'abito da sposa e il viaggio di nozze, ad Aruba, Caraibi!
Il primo a scoprire l'inganno è stato il marito (tutti i nodi vengono al pettine) che, telefonando al medico personale della moglie, si sentì dire che era sana come un pesce, notizia che di solito mette buonumore ma che in questo caso invece sancì la separazione della coppia! La Vega riesce a nascondere ancora per un po' la verità agli abitanti della sua città, ma col passare del tempo la verità venne a galla e le menzogne e gli inganni della Vega conquistano le stesse pagine del quotidiano attraverso il quale era riuscita a farsi aiutare dai suoi concittadini. La sua cauzione è fissata a 10.000 dollari, ma nessuno farà una donazione per liberarla, questa volta.





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